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Recensione del libro: “Greco: storia e cultura di una grande società”

di Maria Grazia Ciani e Monica Centanni

Utente I. I. S. Carlo Jucci

da I. I. S. Carlo Jucci

Personale tecnico

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Il volume fa parte di una collana editoriale di Maria Grazia Ciani e Monica Centanni a cura del Corriere della Sera.

Si concentra sull’ἥρως, eroe che nella concezione greca antica; nel periodo tra il II-III secolo a.C., non è semplicemente un uomo valoroso o un vincitore di battaglie, ma una figura profondamente complessa a metà tra uomo ed essere divino.

L’eroe greco è frequentemente caratterizzato da un’origine semidivina: uno dei genitori è un dio, mentre l’altro è un mortale. Questa doppia natura rappresenta un elemento essenziale della sua identità, poiché l’eroe possiede qualità straordinarie, come forza e intelligenza, ma resta comunque soggetto ai limiti dell’essere umano, in particolare alla sofferenza e alla morte. Caratterizzano spesso l’eroe greco le passioni: infatti poiché non è un modello perfetto, può provare ira(ὀργή), come quella provata da Achille; il desiderio di vendetta oppure eccessiva ὕβρις (tracotanza); un altro aspetto molto importante per gli eroi è quello di κλέος, ovvero la gloria eterna. L’Eroe infatti cerca di compiere imprese imemorabili affinché il suo nome rimanga nel tempo portandolo anche a superare i propri limiti. L’eroe incarna anche altri valori fondamentali come l’onore (τιμή), il coraggio (ἀνδρεία) e la lealtà verso la comunità.

I principali eroi greci sono raccontati nei miti e soprattutto nei poemi epici di Omero: Iliade e Odissea; l’ Iliade celebra eroi come Achille, detto piè veloce, l’eroe semidio più forte e veloce della mitologia greca, mentre l’ Odissea è incentrata su Ulisse in greco Odisseo, l’eroe della grande astuzia detto πολύτροπος ovvero multiforme, e da personaggi come Ettore, Agamennone e Aiace che affiancano Achille, e alcune figure femminili come Penelope, Circe e Calipso nell’Odissea.

Il libro si sofferma molto su Achille e sulla figura di Patroclo un amico leale di Achille che, durante la guerra di Troia decise di indossare l’armatura del suo amico per intimorire i nemici, non sapendo di invocare un destino atroce. Ignorando i consigli dell’amico, Patroclo si recò a Troia dove venne colpito dal dio Apollo alle spalle, che gli sfilò l’armatura rendendolo vulnerabile, poi venne ferito da Euforbo e infine ucciso da Ettore, che lo trafisse al ventre.

Achille scoprì della morte del suo amico Patroclo tramite il rapido messaggero Antiloco, figlio di Nestore, che giunse alla sua tenda portandogli la terribile notizia, qui si sviluppò un dolore lancinante in Achille e soprattutto un senso di vendetta. Achille, infuriato, uccise Ettore, che combatteva per difendere la sua città, colpendolo nel punto più vulnerabile, il collo e trascinandolo legato ad un carro intorno alle mura di Troia lasciando così vedova sua moglie Andromaca e orfano suo figlio Astianatte, che sarà poi ucciso dai greci per evitare che la stirpe di Priamo abbia una discendenza.

Penso che questo libro sia un ottimo mezzo per invitare il lettore ad entrare in contatto con una civiltà eroica e valorosa come quella dei Greci non solo attraverso regole grammaticali presenti alla fine del volume, ma attraverso la storia di questa splendida società nascosta tra le righe del testo.

Sofia Grassi VC Liceo Classico M. Terenzio Varrone

 

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