Lord Byron un tempo scrisse che “una goccia di inchiostro può far pensare un milione di persone”.
Mai sentenza fu più vera.
Per molti la scrittura non è altro che una semplice successione schematica di sostantivi, predicati, avverbi e congiunzioni, disposti su una griglia oggettiva data a priori, ma non è così. Certo la scrittura è una scienza, ma questa disciplina sarebbe fallimentare senza un significativo apporto di tipo personalistico.
È inevitabile non influenzare la propria scrittura, pur trattando temi apparentemente oggettivi come la storia, la scienza, l’arte o il giornalismo.
Chi scrive, lo fa per condividere.
Scrivere per condividere.
Il coautore ed io ci siamo cimentati spesso in questa sfida, il blog effettivamente è piuttosto affollato dei nostri scritti…
In tre anni, ci siamo adoperati per fornire spunti di riflessione interessanti ed innovativi, per quello che mi riguarda da un punto di vista prettamente storico/teologico.
Ad esempio tra i miei primi saggi figura “Dante il Templare”, tema che ho approfondito poi nel mio primo libro: “Un Templare errante” ed in varie conferenze.
La condivisione è fondamentale più che per il contenuto trattato, per il confronto da esso generato. Forse per fortuna, o forse per una buona predisposizione, ho ottenuto sempre riscontri positivi che mi hanno spinto ad andare sempre oltre.
Sono partito con la pubblicazione di alcuni saggi e testi, ora a pochi giorni dalla maturità, sono già autore di sei libri, per non considerare quelli in evoluzione.
Il mio racconto non vuole essere un elogio autocelebrativo, ma piuttosto un esempio concreto di determinazione e passione. Del resto San Bernardo diceva che “il nostro progresso non consiste nel presumere di essere arrivati, ma nel tendere continuamente alla meta”.
Il nostro intento è quello di, attraverso la nostra testimonianza, lanciare un testimone ai giovani lettori, invitandoli a condividere un po’ di loro stessi per accrescere questo mare d’inchiostro in cui navighiamo.
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Ai miei dieci lettori,
chiedo scusa per l’ennesima citazione letteraria, è un vizio lo so, ma vi chiedo di concedermela in quanto questo sarà l’ultimo brano che scriverò, da studente quantomeno, sul Blog del Liceo Varrone, quindi, per cortesia, “lasciatemi divertire”…
Era una sera di Maggio, di quelle in cui il cielo è sereno e la luna rinfresca l’aria, in cui si sente il profumo della primavera che si inoltra verso il caldo estivo, una di quelle ultime sere da studente liceale in cui si pensa alle verifiche, le ultime verifiche, alle faccende scolastiche e all’incombere degli esami.
Così, mentre ero uscito di casa per una passeggiata dopo cena, mi squilla il telefono.
In quell’ora strana e in quell’atmosfera quasi leopardiana, il telefono squillò: era il mio compagno di scuola, coautore e amico Diego, che mi voleva proporre di collaborare insieme all’ultimo nostro scritto da pubblicare sul Blog: una riflessione sulla nostra esperienza e sulla Scrittura, un ultimo lavoro per i compagni, amici e tutti i lettori dei nostri vari brani che con passione e impegno abbiamo pubblicato, sempre ricevendo un buon riscontro e anche il supporto dei docenti coinvolti nella creazione di ogni documento.
Confesso che non mi aspettavo né la telefonata né tantomeno il motivo di questa, ma ho accettato quasi istintivamente.
Tutto allora aveva più sapore.
Sapore di fantasia, l’ingrediente che mi ha portato a riscrivere la vicenda di Odisseo e delle Sirene, il mio primo lavoro per il Blog, pubblicato nell’ormai lontano 31 gennaio 2021; da qui una successione vasta che ha impreziosito il mio triennio. Dalla scrittura creativa sono infatti passato ai saggi di vario argomento, principalmente storico e letterario, cimentandomi anche sulla poesia e, quest’anno, sul montaggio di un video a tema schermistico, scrivendo anche un documento che unisce filosofia e letteratura in lingua inglese.
Francamente voglio affermare che ciò che state leggendo è un sincero resoconto di ciò che è stata per me e per Diego questa finestrella del sito internet del Varrone.
Il Blog è piacere, è cultura, è libertà, è andare oltre il libro, è “γνῶθι σαυτόν”.
Con soddisfazione e fierezza posso dire di non aver mai scritto per bisogno di ore finalizzate al PCTO o all’ottenimento del credito, o ancora per compito assegnato dai docenti, che hanno sempre incoraggiato e mai richiesto la nostra iniziativa.
Questo testo è un arrivederci. È un grazie a coloro che hanno collaborato, letto e che, come ci auguriamo, continueranno a scrivere sul Blog. È infine un “passaggio del testimone” per tutti coloro che vorranno iniziare a metterci del proprio e ad intraprendere quest’avventura.
Insomma, non importa in quale forma d’arte, o da quale sorgente culturale, ma…
… non smettete mai di esprimervi!
Diego Volpe, 3C e Tommaso Magi, 3A
Liceo Classico Varrone a.s. 2022/2023
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