Accompagnate da una giornalista locale, abbiamo avuto l’occasione di intervistare il prefetto di Rieti, dottoressa Pinuccia Niglio, e di visitare il Palazzo del Governo, dove non eravamo mai state prima.
Dopo le presentazioni, il prefetto ci ha accompagnate in una visita al palazzo, fino al suo ufficio. La prima cosa che ci ha mostrato è stato il ritratto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, figura che i prefetti rappresentano nelle varie città italiane.
Successivamente ci ha parlato di alcuni riconoscimenti ricevuti e ci ha mostrato diversi oggetti personali, tra cui un modellino della Ferrari, conservato come ricordo della città di Modena, dove aveva lavorato in precedenza.
Abbiamo poi conosciuto il Capo di Gabinetto, dottor Mario Ficili, entrato in prefettura nell’aprile 2025. La dottoressa Niglio lo ha descritto scherzosamente come una persona capace di «leggere nel pensiero» le sue idee.
Ci è stato inoltre presentato il poliziotto che accompagna il prefetto nei suoi spostamenti. In seguito siamo entrate in una delle sale di rappresentanza dove si sarebbe svolta l’intervista, che abbiamo trovato bellissime. Il prefetto ci ha spiegato che queste sale vengono utilizzate per importanti conferenze, incontri istituzionali, auguri di Natale ed eventi di beneficenza, e che solo raramente sono aperte al pubblico. Anche per questo, siamo state molto felici ed onorate di visitarle.
Il salone di rappresentanza è decorato con affreschi del Settecento commissionati da Marco Antonio Vicentini, antico proprietario dell’edificio. Gli affreschi rappresentano scene dell’arte classica con divinità greche, le fatiche di Ercole e la storia di Armida e Rinaldo tratta dalla “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso.
Dopo un’accurata illustrazione del palazzo dove lavora, il prefetto Niglio ci ha permesso di accomodarci nel salotto principale per iniziare l’intervista, dialogando così relativamente alle domande da noi preparate intorno alla sua vita e la sua carriera.
La prima domanda che le abbiamo rivolto è stata la più semplice: «Cosa fa un prefetto?»
«L’attività del prefetto è da una parte concreta, come l’accoglimento dei migranti, sanzioni amministrative, intervenire in caso di malfunzionamento di enti locali…importantissima è la funzione di coordinamento per quanto riguarda la difesa civile, stradale, sia dell’attività di mediazione dei concili sociali e lavoro, avendo così l’importantissimo compito di mettere in relazione la verità di Stato con la verità concreta, sociale», ci ha risposto il prefetto, sottolineando la fondamentale importanza della conoscenza del territorio.
Successivamente la domanda che le abbiamo rivolto riguardava il suo percorso di studi, se si fosse poi rispecchiato nel lavoro che si è trovata a svolgere. «Ho frequentato il liceo classico, ero una ragazza brava a scuola e sono molto orgogliosa di questo percorso. Ho studiato a Napoli, dove si trovava la mia famiglia. Mi sono laureata molto velocemente in Giurisprudenza, poi ho sfruttato la mia preparazione per partecipare ad un gran numero di concorsi, vincendo anche per la titolarità di cattedra di Diritto, una tra le mie esperienze più belle. Uno dei concorsi che ho vinto mi ha permesso di cominciare questo percorso. Sono stata a Trieste, Rovigo, Ferrara, Modena e infine sono diventata prefetto di Rieti».
In seguito le abbiamo chiesto quale fosse il suo metodo organizzativo relativo ad una vita così impegnata, una vita che richiede molto impegno e molteplici sacrifici. Il prefetto ci ha risposto convinta: «Non si cerca un interesse materiale, si parla spesso anche di eventi sensibili per l’aspetto sociale che mi sento di valorizzare con la mia presenza, come iniziative che servano a far crescere e migliorare il territorio. La mia agenda è piena, ma sono fiera di riempirla con tante cose che siano utili per tutti i cittadini».
Abbiamo chiesto al prefetto Niglio quale sia il ruolo più impegnativo e più gravoso: «L’accoglienza di emergenza dei migranti, che spesso è anche un argomento affrontato malamente dall’opinione pubblica. Tutto questo appesantisce il lavoro amministrativo».
Poi le abbiamo chiesto in che modo conciliasse la vita pubblica con quella privata, e lei ne ha parlato come un problema ormai superato. La sua carriera è ormai equilibrata, ma il prefetto ha sottolineato di essere stata molto fortunata e di aver potuto contare su diversi aiuti di persone vicine, nella gestione della sua famiglia e delle sue figlie. «Questo – ha detto il prefetto – mi ha permesso di lavorare serenamente».
Come ultima domanda ci siamo mostrate interessate alle principali problematiche relative nello specifico alla nostra città, considerando che spesso noi giovani non le percepiamo come dovremmo, a causa di una disinformazione di cui purtroppo siamo vittime. Il prefetto Pinuccia Niglio ci ha parlato dell’alto consumo di droga e dell’abuso di alcol, evidente dai tanti resti sulle strade e dalle segnalazioni dei cittadini. Ci ha parlato anche di alcuni episodi relativi a truffe che si sono verificate negli anni nella nostra città che, purtroppo, hanno causato gravi problemi alle persone.
Sfruttando questo per parlare dell’importante distinzione tra il vero e il falso, la realtà e la finzione e l’importanza della scuola per poter guardare attraverso l’esperienza degli altri la realtà concreta, per poi attuare le nostre scelte. Una volta terminato il nostro incontro, abbiamo anche fatto una foto con il prefetto Niglio, che conserveremo come ricordo.
Abbiamo salutato e ringraziato il prefetto di Rieti Pinuccia Niglio, l’abbiamo ringraziata per la sua disponibilità e gentilezza, facendo poi tesoro di questa così singolare esperienza, che porteremo sempre con noi grazie alle sue pure parole di formazione.

Maria Vittoria Baiocchi e Anna Beretta, Liceo Classico Marco Terenzio Varrone di Rieti
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